Intervista a Joe McDonnell

Umberto Chiarello, classe 1999 e giocatore della U18 RR Delta, ha svolto presso la Monti RR Junior il percorso di alternanza scuola-lavoro previsto dal suo piano di studi (Liceo Linguistico “Celio”) e quest’oggi, in presenza del prof. Lino Carravieri, ha posto alcune domande a Joe McDonnell, responsabile della prima squadra e del settore giovanile della Rugby Rovigo.

Quando e come è cominciato la tua carriera di allenatore?
Quando ho smesso di giocare per i Newcastle Falcons. in Inghilterra, ho iniziato a studiare per diventare allenatore ottenendo i primi tre livelli con la Federazione Inglese. Successivamente sono andato in Spagna dove, come allenatore, ho vinto il campionato nazionale, poi è iniziata la mia avventura in Italia, prima a Gubbio per due anni e poi a Rovigo nei seguenti cinque.

Sei soddisfatto dei risultati ottenuti dal settore giovanile rodigino?
Per quanto riguarda l’U16 non sono stati raggiunti grandi risultati, la squadra ha pagato il prezzo del passaggio di categoria sia a livello fisico che mentale. Sono davvero soddisfatto del percorso compiuto dall’U18 dove abbiamo diversi atleti pronti a giocare nel campionato maggiore di eccellenza, come ad esempio Modena, Cadorini, Venco e Loro.

Sappiamo che per te è importante la crescita dei giovani giocatori, quanti credi saranno in grado di rientrare nella rosa della prima squadra nella stagione 2017-2018?
Penso sette dall’Under 18, un risultato importante rispetto alle stagioni passate ma anche agli altri club italiani. Questo è il frutto del progetto incominciato 4 anni fa, dall’U14 squadra da cui provengono ora i nostri giovani della U18.

Insieme a Jason Wright alleni la prima squadra ma anche la U18, il Progetto tecnico CdF di Rovigo e supervisioni la Cadetta. Hai trovato complicato organizzare tutto questo lavoro, rispondendo alle diverse esigenze che ciascuna squadra richiede?
No, perchè quando ami ciò che fai e ci metti passione il lavoro risulta più semplice. La cosa più importante è l’organizzazione, la piena collaborazione con tutto la staff verso un’unica direzione. Quando lavori insieme, puoi pianificare il futuro ed avere risultati, come ad esempio con il progetto della Monti iniziato 4 anni fa e di cui ora vediamo i riscontri. L’importante è saper pianificare a lungo termine, senza commettere l’errore di fermarsi ad una organizzazione troppo vicina al presente, perchè il tempo passa velocemente ed un allenatore deve cercare di immaginare il futuro di ogni singolo giocatore tra un paio di anni. Un bravo coach deve capire il giocatore che ha davanti. Come allenatore della prima squadra io non posso focalizzarmi solo su questo team, per il futuro del Club devo visionare ogni atleta del settore giovanile, dall’U16 alla U18 passando per la Cadetta, ponendo attenzione a come gioca e a come rispetta e sta al piano di gioco.

Quali sono per te le principali caratteristiche che un vero giocatore di rugby deve avere per raggiungere alti livelli?
Per prima cosa deve avere la mentalità giusta: dedicarsi con serietà, passione e disciplina al rugby. Poi ovviamente bisogna essere pronti anche a livello fisico e tecnico.

Quali sono le tue aspettative per il futuro della Rugby Rovigo e qual è il tuo scopo primario?
Il mio scopo è lavorare tutti insieme dallo staff tecnico-organizzativo ai giocatori. Quando si collabora, tutti nella stessa direzione, si crea la struttura portante di un Club in grado di pianificare e conquistare gli obiettivi posti da un progetto condiviso.

Tuo figlio gioca nel Western Force ed è stato da poco convocato nella Nazionale australiana, che cosa provi come padre e come allenatore?
Mio figlio mi seguiva fin da piccolo, ad esempio quando giocavo con gli Hurricanes in Nuova Zelanda, per cui è cresciuto “a pane e rugby”. Sono davvero felice ed orgoglioso del suo percorso, lui ha una mentalità forte e buone qualità tecniche, soprattutto considerando il fatto che ha solo 21 anni. Si allena duramente e con costanza per raggiungere obiettivi sempre più alti. Credo che il prossimo anno torni a giocare per una squadra neozelandese seguendo così le orme del padre…come si dice “buon sangue non mente”.

Ultima domanda: Chi vincerà tra Lions e All Blacks sabato prossimo?
Sicuramente gli All Blacks di 12 punti, perchè sono superiori mentalmente e tecnicamente. Infatti ricordo che a partire dall’anno 1999 si sono investiti molti soldi destinati allo sviluppo del rugby nelle scuole, questo non solo per quanto riguarda skills e abilità ma soprattutto la mentalità. La squadra degli All Blacks di oggi è il frutto di quell’investimento: giocatori solidi mentalmente, totalmente focalizzati sulla loro mission e forti tecnicamente.